Lo zerbino è una dichiarazione politica, ma con le setole. Dice “benvenuto” oppure “non pestarmi l’anima”, dipende dal font. Alcuni sono allegri in modo aggressivo, altri marroni e rassegnati, altri ancora hanno quella fantasia geometrica che sembra scelta da una persona che non vuole problemi ma li colleziona comunque.
La cosa inquietante è che noi li leggiamo. Passiamo nel corridoio, fingiamo di guardare il telefono, e intanto schediamo: questo ha cambiato zerbino, questa ha le scarpe troppo ordinate, quello del terzo lascia sempre il sacchetto fuori due minuti di troppo. Due minuti bastano per costruire un romanzo giudiziario.
Il condominio è un social network senza app. Nessuno posta niente, però tutti pubblicano indizi: un ombrello bagnato, una pianta morente, una porta chiusa piano per sembrare civili. Poi sali le scale e pensi che in fondo siamo tutti abbastanza ridicoli, ma almeno alcuni hanno uno zerbino migliore.

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Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
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