Apro lo sportello del microonde un secondo prima che finisca. Sempre. 00:01 e schiaffo la maniglia, cosi' non fa il bip. Tre bip, in realta'. E non c'e' nessuno che dorme, sono le tre del pomeriggio, il vicino spara trap dal 2019. Eppure quel secondo lo rubo li', ogni volta, come se dipendesse da me il silenzio del mondo.
Poi ci penso e lo faccio con tutto. Chiudo la portiera della macchina con due dita, spingendola piano perche' non sbatta. Cammino in punta di piedi in casa mia, dove abito solo io. Poso il cucchiaino nella tazza come se disinnescassi una bomba. Contro chi? Boh. Contro un rumore che non farebbe male a nessuno, perche' nessuno c'e'.
Forse non e' il rumore. E' l'idea di farmi notare. Anche da me stesso. Il bip del microonde e' un piccolo ehi, guarda, esisto che non ho chiesto, e allora lo zittisco. Preferisco il brusio del frigo, il neutro, il niente che non chiede permesso.
Comunque adesso e' freddo. L'ho fermato a uno per non sentire tre bip e mi tocca rimetterlo dentro. Che poi suona di nuovo. Vabbe'.

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