C’è sempre quel mezzo secondo davanti a una porta in cui il cervello apre un comitato. Entri? Esci? Fingi di controllare una notifica perché non vuoi ammettere che una maniglia ti ha appena messo in crisi? Tutto normale. Siamo specie evoluta, certo, però basta una soglia e torniamo animali prudenti davanti a una tana sospetta.
La cosa ridicola è che la porta non decide niente. Sta lì, piatta, con quella faccia da oggetto innocente. Eppure pretende una versione di te: quello che entra convinto, quello che scappa elegante, quello che resta nel corridoio a fare da soprammobile ansioso. Le soglie sono tribunali senza giudice, e forse per questo funzionano benissimo.
Forse dovremmo smetterla di chiamarle entrate o uscite. Sono pause con i cardini. Piccoli posti dove la vita ti dice: “scegli pure”, ma con il tono passivo-aggressivo di chi sa già che perderai cinque minuti a sembrare casuale.

Commenti (0)
Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
Ancora nessun commento.