C’è una sedia in camera che non è una sedia. È una commissione d’inchiesta. Tu ci appoggi una felpa “solo per un attimo” e lei registra tutto: pigrizia, ottimismo, bugie piccole. Soprattutto quella enorme: domani sistemo.
La sedia non giudica ad alta voce, che sarebbe quasi umano. Fa peggio. Sta lì. Accumula prove. Un jeans, una maglia, una borsa con dentro uno scontrino che ormai ha più memoria emotiva di te. Diventa una montagna domestica con quattro gambe e una pazienza cattiva.
La cosa ridicola è che potresti liberarla in due minuti. Due. Ma sarebbe ammettere che il caos non è creativo, non è stile, non è “sono fatto così”. È solo roba appoggiata male. E forse anche noi, certe sere, siamo esattamente quello: vestiti su una sedia che fingono di essere una personalità.

Commenti (0)
Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
Ancora nessun commento.