C'è un patto non scritto tra te e il carrello del supermercato. Tu lo prendi, lui ti porta la spesa fino alla macchina. Semplice. Funzionale. Un rapporto limpido come pochi nella vita.
Poi prendi quello con la ruota rotta. Lo senti subito — quel tremolìo, quel tirare a sinistra come un cane che ha visto un gatto. E lì succede una cosa strana: non lo riporti indietro. Mai. Nessuno lo fa. Te lo tieni, lo spingi storto per tutto il supermercato, lotti con lui tra gli scaffali, e il perché nessuno lo sa davvero spiegare.
Forse è pigrizia. Forse è quella cosa italiana del "ormai". Ormai l'ho preso. Ormai sono dentro. Ormai che torno a fare. Il carrello con la ruota rotta è la metafora perfetta di come affrontiamo il 90% dei problemi: li vediamo subito, sappiamo che peggiorerà, e andiamo avanti lo stesso trascinandoci dietro il rumore.
La cosa bella è che al supermercato nessuno ti giudica. Spingi il tuo carrello difettoso con dignità. Tutti hanno avuto il carrello storto. È l'unico momento in cui l'umanità si riconosce davvero come comunità.

Commenti (0)
Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
Ancora nessun commento.