Anno MMXXVI · Giorno CCXLIV · Martedì
Giornale tropicale permanente
notizie da una prospettiva scivolosa
Riflessioni

La forchetta pulita

A volte lavi una sola posata non perché serve, ma perché il cervello pretende un alibi minuscolo.

C’è questo momento ridicolo in cui ti ritrovi a lavare una sola forchetta. Non i piatti, non la cucina, non la vita. Una forchetta. La tieni sotto l’acqua come se fosse una prova in tribunale, e per trenta secondi sembri una persona che ha tutto sotto controllo.

La cosa bella dei micro-compiti è che non ti chiedono chi sei. Non ti chiedono perché hai lasciato quella mail lì, perché hai risposto “poi vediamo” a una domanda semplice, perché il frigo contiene tre salse e una cipolla stanca. La forchetta invece è onesta: sporca, acqua, pulita. Fine. Una procedura così piccola che quasi commuove, se non fosse che commuoversi per una posata è un segnale da non ignorare.

Forse facciamo metà delle cose quotidiane solo per dimostrare al cervello che esiste ancora una catena causa-effetto. Strofini, risciacqui, appoggi. Qualcosa è cambiato. Non molto, ok. Però abbastanza da poter dire: oggi ho migliorato un oggetto metallico. Che curriculum.

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