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La body positivity è finita in farmacia

Ozempic culture: il semaglutide da farmaco per il diabete a moda di massa. In Italia +78,7% di consumi GLP-1, celebrity, 'viso ozempico' e taglie XS di ritorno. La magrezza ora si compra in fiala.

Ricordi la body positivity? Quella cosa per cui, per circa dieci anni, ci siamo raccontati che ogni corpo andava bene, che la pancetta era rivoluzionaria e che il fat-shaming era roba da boomer. Bei tempi. Perché nel 2026 quella narrazione è ufficialmente andata in pensione, e al suo posto è arrivata una siringa.

Si chiama Ozempic culture, ed è il nuovo culto della magrezza estrema che ANSA ha appena messo nero su bianco in un'inchiesta. La differenza col passato? Prima per essere magri servivano fame, sensi di colpa e forza di volontà. Adesso basta un farmaco per il diabete usato off-label, e il gioco è fatto. La magrezza non è più una disciplina: è un abbonamento farmaceutico.

I numeri di una moda che si buca

Partiamo dai dati, che fanno meno rumore ma più impressione. In Italia, nel 2024, i consumi privati di analoghi del GLP-1 — la famiglia a cui appartiene il semaglutide, il principio attivo dell'Ozempic — sono cresciuti del 78,7%. La spesa privata per il solo semaglutide ha toccato i 55,3 milioni di euro. Su Instagram l'hashtag #ozempic conta oltre 470.000 post. Il mercato globale delle diete? Proiettato a 362 miliardi di dollari entro il 2034.

Tradotto: c'è un intero ecosistema economico che campa sulla tua insoddisfazione allo specchio. E lo specchio, statisticamente, non ti piace. Due italiani su tre dichiarano disagio a scoprirsi d'estate, il 71,1% non si sente a proprio agio con il proprio corpo, e nella fascia 18-29 anni il disagio sale al 76%. Nel mondo si stimano 16 milioni di persone con disturbi alimentari, di cui 3,4 milioni minori. In Italia, oltre 3 milioni di casi. Ecco, in questo scenario mandiamo in tendenza un farmaco che spegne l'appetito. Cosa vuoi che vada storto.

Penna iniettiva di semaglutide (Ozempic)
La penna di semaglutide: nata per il diabete di tipo 2, diventata accessorio estetico. Foto: ScienceDaily.

Le celebrity, il "viso ozempico" e la magia del prima/dopo

Come ogni tendenza che si rispetti, anche questa ha i suoi testimonial — spesso involontari, sempre chiacchierati. Da Charlize Theron ad Ariana Grande, da Oprah Winfrey a Kelly Osbourne fino ad Arisa: la lista di chi è stato associato (con o senza conferma) all'universo GLP-1 è lunga quanto un red carpet. Il risultato collettivo è un ritorno estetico agli anni 2000, quelli della taglia 38 come unico orizzonte possibile.

Peccato che il conto arrivi anche in altre forme. Gli effetti collaterali documentati includono nausea, complicazioni gastrointestinali, perdita di massa muscolare e il famigerato "viso ozempico": quel dimagrimento del volto che ti invecchia di colpo e per cui, guarda caso, il settore beauty ha già pronte creme al collagene a prezzi da gioielleria. Un problema che si vende la soluzione del problema che ha creato. Capitalismo che si morde la coda, anzi lo zigomo.

Dimagrisci, ma ti muovi di meno

C'è poi il dettaglio che nessuno mette nella caption motivazionale. Uno studio del 2026 su 753 adulti che assumono farmaci GLP-1 ha scoperto che, dopo aver iniziato la cura, le persone si muovono meno: i passi giornalieri scendono da 5.047 a 4.487, i minuti di attività fisica moderata da 28 a 22 al giorno. Perdi peso ma perdi anche il muscolo, e nel frattempo cammini pure meno. Il corpo dei sogni consegnato a domicilio, senza alzarsi dal divano — che è esattamente il contrario di ciò che servirebbe.

Quando la magrezza diventa un settore merceologico

La parte più distopica è come tutto il resto si stia riorganizzando attorno alla fialetta. La grande distribuzione lancia prodotti iperproteici pensati per chi mangia pochissimo; alcuni ristoranti sperimentano menù a mini-porzioni; la moda torna a chiedere taglie XS e archivia in fretta la stagione dell'inclusività. Persino la ricerca dell'appetito perduto è diventata un modello di business.

Il punto non è demonizzare chi, per ragioni mediche reali, usa questi farmaci: per il diabete di tipo 2 e per l'obesità grave sono strumenti seri. Il punto è che li abbiamo trasformati in una scorciatoia estetica di massa, spacciando per libertà personale quella che è, di fatto, l'ennesima pressione sociale — solo con un packaging più farmaceutico. La body positivity ci aveva promesso pace con lo specchio. L'abbiamo scambiata con una ricetta ripetibile. Auguri a tutti, e non saltate la colazione. O forse sì, ormai.


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