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Tecnologia

L'AI si mangia la RAM e tu paghi il conto

Carenza globale di chip di memoria: PlayStation, Meta Quest, Samsung e Microsoft alzano i prezzi. I produttori soddisfano solo il 60% della domanda e l'AI data center si mangia tutto.

C'è una crisi in corso. No, non è l'ennesima guerra, non è il petrolio, non è il riscaldamento globale (quello pure, ma parliamo d'altro). È la RAM. Quei piccoli rettangolini verdi che se non sai cosa sono, bene — li stai comunque pagando.

Il mondo sta vivendo quella che i più creativi hanno già battezzato RAMageddon: una carestia globale di chip di memoria che sta facendo schizzare i prezzi di tutto ciò che ha un circuito stampato dentro. Console, telefoni, laptop, visori VR, handheld da gaming — se lo compri e si accende, costa di più.

Chip di memoria e circuiti

Il colpevole? Hai già indovinato: l'AI. La corsa sfrenata a costruire data center per modelli linguistici che ti consigliano ricette ha divorato l'offerta mondiale di DRAM. Samsung, SK Hynix e Micron — il triumvirato che controlla la produzione globale di memoria — stanno producendo freneticamente, ma entro il 2027 soddisferanno solo il 60% della domanda. Il presidente di SK Group è ancora più ottimista: secondo lui la carestia potrebbe durare fino al 2030. Roba da far piangere.

Secondo Nikkei Asia, servirebbe un aumento della produzione del 12% annuo per tenere il passo. Counterpoint Research dice che è pianificato un misero 7,5%. Il gap è abissale.

Il listino delle lacrime

Vediamo cosa succede quando la supply chain decide di fare gli straordinari e tu paghi il conto:

Sony PlayStation 5: +$100. La console standard ora costa $649,99, la Digital Edition $599,99, la Pro $899,99. È il secondo rincaro in meno di un anno. Le vendite PS5 sono già crollate del 16% nell'ultimo trimestre. Epic Games — quella di Fortnite — ha tagliato 1.000 posti di lavoro, citando anche il calo delle vendite console.

Meta Quest 3: +$100, ora $599,99. Il Quest 3S sale di $50. Zuckerberg ti vuole nella realtà virtuale, ma prima devi vendere un rene.

Samsung Galaxy: telefoni e tablet più cari. Microsoft Surface: stesso discorso. Lenovo Legion Go 2: +$65 dall'oggi al domani. AYN (quella dell'handheld doppio schermo): rincaro pure lei.

La beffa è che i nuovi stabilimenti che Samsung, SK Hynix e Micron stanno costruendo — nessuno operativo prima del 2027-2028 — sono pensati principalmente per la HBM, la memoria ad alta banda usata nei data center AI. La DRAM per il tuo laptop? Non è prioritaria. I produttori fanno i calcoli: un chip HBM rende molto di più di un banco di RAM per il portatile di tuo cugino.

Il paradosso

Quindi ricapitoliamo: l'industria tech spende miliardi per costruire AI che (nelle migliori intenzioni) dovrebbero renderci la vita più facile e produttiva. Nel frattempo, l'infrastruttura necessaria a far funzionare queste AI sottrae risorse ai dispositivi che usi ogni giorno, facendoli costare di più. È un cane che si morde la coda con molta molta classe.

Il prossimo telefono che comprerai, la prossima console, il prossimo laptop — tutti più cari. Non per inflazione generica, non per dazi, non per shipping costs. Perché i chip di memoria finiscono nei server di OpenAI e Anthropic prima che nel tuo Samsung.

Benvenuti nel 2026: paghi di più l'elettronica perché qualcun altro sta addestrando un modello a scrivere poesie.


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