Da bambini lo facevamo tutti: strappavi un foglio dal quaderno, quattro pieghe fatte a caso, e lo lanciavi verso la nuca del compagno di banco. Sedici studenti di ingegneria dell'Universita' di Pisa hanno preso quello stesso gesto, lo hanno moltiplicato per l'infinito e ci hanno tirato fuori un Guinness World Record. Il risultato si chiama Icarus, e non e' esattamente il tipo di aereo che nascondi nell'astuccio.
Venti metri di ala, zero motori
I numeri, prima di tutto, perche' qui i numeri fanno paura. Icarus ha un'apertura alare di 20,04 metri — piu' lungo di un autobus urbano messo di traverso — per 7 metri di lunghezza e 28,49 chili di peso. Tutto rigorosamente di carta e colla, senza trucchi, senza fili invisibili, senza il cuginetto ingegnere che di nascosto ci ha piazzato un dronino dentro.

La categoria del Guinness, va detto, e' subdola: si chiama Largest paper aircraft, e la parola che conta non e' "largest", e' "aircraft". Cioe': non basta costruire una scultura gigante e appenderla in fiera. Il coso deve volare davvero. Portanza, stabilita', una traiettoria misurabile. Altrimenti sei solo uno che ha sprecato una foresta.
Il lancio (e il finale con i pilastri)
La scena si e' consumata il 25 giugno 2026 dentro un padiglione di BolognaFiere, durante il We Make Future, la kermesse tech dove di solito si parla di intelligenza artificiale e qui invece la star era un aliante fatto di fogli. Regolamento Guinness alla mano: lancio da una piattaforma non piu' alta di tre metri e volo minimo di 15 metri per entrare nel registro.
Uno studente sale sul podio, da' una spinta decisa, e Icarus stacca pulito e plana. Ha percorso 59 metri — praticamente quattro volte la soglia minima — prima di andare a salutare gentilmente una fila di pilastri in fondo alla sala. Nel mondo del volo si chiama "atterraggio non assistito". Nel mondo reale si chiama: c'era un muro.

Chi c'e' dietro (e il record tedesco vendicato)
Il titolo e' intestato al Progetto Icarus e allo youtuber Jakidale, che ha coinvolto un gruppo di studenti di ingegneria aerospaziale dell'ateneo pisano. Dietro l'impresa ci sono circa 15.000 ore di lavoro: pieghe, calcoli, rinforzi, prove, e presumibilmente una quantita' industriale di bestemmie quando un'ala non stava su.
Il primato precedente resisteva dal 2013 e apparteneva ai tedeschi del Braunschweig Institute of Technology, fermi a 18,21 metri di apertura alare. Icarus li ha scavalcati di 1,83 metri: un margine che sull'aereo di carta e' un abisso. Tredici anni di supremazia teutonica spazzati via da un manipolo di universitari toscani con un debole per l'aerodinamica applicata alla cartoleria.
La morale, se ne serve una: mentre mezzo mondo passa le giornate a chiedersi se l'AI ci rubera' il lavoro, un gruppo di ventenni ha dimostrato che con carta, colla, matematica e una testardaggine feroce si arriva ancora sul libro dei record. Piegando un foglio. Solo, tipo, il piu' grande foglio mai piegato con l'intenzione di farlo volare.
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