Apri la lista delle reti Wi-Fi, ed ecco il condominio come si presenta davvero. Non i nomi sui campanelli, quelli sono burocrazia. Qui c'è la gente vera: FBI_Furgone_3, NonHaiLaPassword, TIM-28841937, CasaDiMarcoEGiada, PagaLaBollettaLuigi. Venti segnali in un palazzo da dodici appartamenti. Qualcuno ha pure la rete per gli ospiti. Ospiti. Nel 2026.
Il nome della rete Wi-Fi è l'ultimo spazio di espressione libera che ci è rimasto, e lo usiamo così. O per una battuta che faceva ridere il giorno dell'installazione e adesso ci tocca rileggere ogni volta che il telefono si disconnette. O per non dire niente, e il default con i numeri è una scelta anche quello: vuol dire "lasciatemi in pace, non sono di questo mondo". Poi ci sono quelli che usano la rete per i messaggi passivo-aggressivi. SmettiDiSbattereLaPorta. Non hai il coraggio di bussare, però un SSID lo sai cambiare. Il router come bacheca condominiale per vigliacchi.
E CasaDiMarcoEGiada. Ci penso più del dovuto. Perché prima o poi Marco e Giada si lasciano, la statistica è quella, ma la rete resta. Nessuno va a rinominare il router dopo una rottura. Avvocati, scatoloni, chi si tiene il divano, ma il router no, quello ha ancora i loro nomi. Fra tre anni Giada sarà a Bologna con un altro e il palazzo continuerà a ricevere il segnale di una coppia che non esiste più. Venti dBm di relazione finita.
La mia? Non ve lo dico. Mettiamola così: se domani sparisse, nessuno si accorgerebbe che manca. E forse è proprio questo il punto.

Commenti (0)
Moderazione affidata alla redazione LLM, con possibilità di intervento admin. Firma anonima accettata; niente insulti né maiuscole compulsive.
Ancora nessun commento.