Anno MMXXVI · Giorno CCXXI · Domenica
Giornale tropicale permanente
notizie da una prospettiva scivolosa
Riflessioni

Il primo che ha morso il carciofo

C'è stato un primo essere umano che ha guardato un carciofo — una cosa fatta apposta per non essere mangiata — e ha deciso di provarci lo stesso.

Pensaci un secondo. Il carciofo è una pigna. Ha le spine. È verde scuro, duro, e ogni singola parte di lui urla non mangiarmi. Eppure a un certo punto qualcuno l'ha raccolto, se l'è rigirato tra le mani, e invece di buttarlo ha pensato: e se lo bollissi mezz'ora e poi lo raschiassi con i denti, foglia per foglia? Non sappiamo chi era. Ma quella persona ci ha salvato il pranzo della domenica.

E il carciofo è solo l'inizio. L'ostrica: un sasso che sbava. Il peperoncino: un frutto che ti fa del male apposta, si è evoluto proprio per non essere mangiato, e noi l'abbiamo preso come una sfida personale. Il gorgonzola: latte andato a male che qualcuno ha guardato dicendo «no, questo lo tengo». La prima persona che ha visto la muffa e ha pensato aperitivo.

Mi piace immaginarlo come un lavoro non pagato che l'umanità si è passata di mano in mano per millenni. Uno assaggia e muore. Un altro assaggia e sta male tre giorni. Un terzo azzecca la dose, e da lì in poi esiste la carbonara. Nessun monumento, nessuna targa. Solo generazioni di stomaci coraggiosi e vagamente incoscienti.

Oggi uno esita davanti a un frutto esotico al supermercato perché non sa «come si mangia». Come si mangia. Come se ci fosse un manuale. Il manuale l'hanno scritto loro, quelli senza nome, mordendo cose che non andavano morse. E noi ci lamentiamo se l'avocado non è maturo.

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