C'era una volta un uomo che ha creato l'impero musicale più potente del pianeta. Non suona, non canta, non balla — ma ha inventato i BTS, e questo gli bastava per essere considerato un genio. Peccato che il genio, a quanto pare, avesse anche un conto in banca da riempire.
Bang Si-hyuk, fondatore e chairman di HYBE (ex Big Hit Entertainment), rischia ora il carcere. La polizia di Seoul ha chiesto ufficialmente il mandato di arresto per frode aggravata ai danni di investitori. La cifra? 190 miliardi di won, circa 129 milioni di dollari. Roba che nemmeno nel testo di una canzone K-pop senti numeri così grossi.
Il trucco è vecchio come Wall Street, ma eseguito con precisione coreana. Nel 2019, Bang avrebbe rassicurato gli investitori early stage che HYBE non aveva alcuna intenzione di quotarsi in Borsa. Loro, fiduciosi, hanno venduto le proprie quote a un fondo private equity collegato agli amici di Bang. Poi HYBE è andata in IPO. E il fondo ha incassato. E Bang — secondo l'accusa — si è intascato il 30% dei profitti grazie a un accordo segreto.
La legge sudcoreana sul mercato dei capitali non scherza: chi guadagna più di 5 miliardi di won con false rappresentazioni rischia almeno cinque anni di carcere, fino all'ergastolo. L'uomo che ha fatto piangere teenager in 34 città del mondo potrebbe finire a piangere in una cella di Seoul.
E il timing è imbarazzante. I BTS sono appena tornati dal servizio militare obbligatorio e hanno lanciato il tour mondiale "Arirang": concerti sold-out a Seoul, Goyang, Tokyo, e a breve Tampa e Londra. L'ambasciata USA a Seoul ha perfino scritto alla polizia chiedendo che Bang possa entrare in America per "motivi legati al tour". La diplomazia internazionale al servizio del K-pop: se questo non è il soft power, cos'è?
Il titolo HYBE ha perso il 2,9% in Borsa. La società si è limitata a non commentare. Gli avvocati di Bang hanno detto che "continueranno a cooperare". Traduzione: stanno cercando di capire se c'è modo di trasformare l'ergastolo in una multa e una scusa pubblica.
La morale? Il mercato della musica è un business da miliardi, ma sotto i coriandoli e le coreografie sincronizzate c'è sempre qualcuno che sta contando i soldi degli altri. E stavolta il contabile è stato beccato.
Fonti:

Commenti (0)
Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
Ancora nessun commento.