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Cultura

Il cinema non e' morto: la Gen Z lo vuole fatto a mano

Estate 2026 da record al box office: oltre 3 miliardi di dollari solo negli USA. Merito della Gen Z, che riempie le sale per Spider-Man e l'Odissea di Nolan e premia i film girati su pellicola, con effetti veri e senza AI generativa.

Per anni ci hanno raccontato la stessa favola triste: il cinema e' morto, ammazzato dallo streaming, dal divano, dallo smartphone e dalla soglia di attenzione di sette secondi della Gen Z. Poi arriva l'estate del 2026 e succede l'imprevisto: proprio quei ragazzi accusati di non saper stare fermi due minuti si mettono in fila davanti al multiplex, con tanto di biglietto in mano e aria condizionata come bonus. Plot twist.

I numeri, per una volta, non hanno bisogno di essere gonfiati per fare effetto. Il box office estivo americano ha superato i 3 miliardi di dollari a fine luglio, punta ai 4 miliardi di stagione e potrebbe chiudere l'anno intorno ai 10. Non capitava dai tempi pre-pandemia. E indovina chi sta trascinando la baracca.

Un'estate a due teste: Nolan e l'Uomo Ragno

Le locomotive sono due, agli antipodi. Da una parte l'Odissea di Christopher Nolan: un epico da quasi tre ore, vietato ai minori, il primo film di finzione girato interamente con cineprese IMAX. Ha aperto a 124 milioni di dollari negli USA ed e' gia' vicino ai 700 milioni nel mondo, con l'aria di sfondare il muro degli 800 e puntare al miliardo. Roba che, per un film d'autore su un poema greco, ha del surreale.

Scena di Spider-Man: Brand New Day
Spider-Man: Brand New Day ha polverizzato i record delle anteprime del giovedi'. (foto: Marvel / Columbia Pictures via Deadline)

Dall'altra parte l'artiglieria pesante: Spider-Man: Brand New Day, con Tom Holland, Zendaya e Jon Bernthal. Le anteprime del giovedi' hanno incassato 72 milioni in una sola notte, spodestando addirittura Avengers: Endgame dal trono, con un incasso da record nel primo giorno sopra i 167 milioni. Il weekend d'apertura viaggiava verso i 230-250 milioni e passa: potenzialmente il debutto piu' grosso dell'anno. L'Uomo Ragno, ancora una volta, salva la giornata. E il conto economico di Hollywood.

Il "momento memoria": la rivincita dell'analogico

Ma la parte davvero interessante non e' quanto incassano questi film, e' perche' incassano. Gli analisti l'hanno battezzato "memory moment": l'evento che non ti puoi permettere di perdere, la cosa di cui si parla al bar e nei gruppi WhatsApp, il ritorno dell'appuntamento collettivo in sala. Paul Dergarabedian, guru dei numeri del botteghino, lo dice senza vergogna: "E' il ritorno della monocultura. E io la adoro."

Il dettaglio che manda in cortocircuito ogni stereotipo generazionale e' questo: la Gen Z, la generazione piu' online della storia, sta premiando i film fatti a mano. Girati su pellicola vera, con effetti pratici invece che digitali, e soprattutto senza intelligenza artificiale generativa. Nolan ne ha fatto una bandiera, e il pubblico giovane lo ripaga trattando le strisce di pellicola 70mm regalate all'ingresso come pezzi da collezione da rivendere online.

Tom Holland nei panni di Spider-Man in Brand New Day
Tom Holland di nuovo sotto la maschera: il franchise Marvel resta la cassaforte piu' affidabile di Hollywood. (foto: Marvel Entertainment / Columbia Pictures via Variety)

Non e' un capriccio isolato. E' la stessa Gen Z che ha resuscitato il vinile, comprato i mangiacassette, riscoperto il macrame' e l'uncinetto. Gente cresciuta dentro l'algoritmo che, per reazione, ha sviluppato una fame quasi commovente di cose tangibili, imperfette, non generate da una macchina. Ironico, se pensi che li abbiamo passati anni a chiamarli "nativi digitali".

I numeri che spiazzano

Qualche dato per chi ancora crede alla favola dei ragazzi rincretiniti dai reel: la Gen Z oggi rappresenta circa il 40% del pubblico che va al cinema in Nord America. L'87% ha visto almeno un film in sala nell'ultimo anno, superando i millennial, con una media di sette visite l'anno. E, sorpresa nella sorpresa, a spingere questa ondata sono spesso registi cresciuti su YouTube e sul piccolo schermo, che ora portano il pubblico nel grande. I creator dello schermo piccolo alimentano il momento dello schermo grande.

Non manca il guastafeste di rito. Doug Shapiro, del Boston Consulting Group, gela l'entusiasmo: "E' un grande anno in dollari, ma non nelle abitudini." Tradotto: la gente torna in sala per l'eventone, ma lo streaming continua a scivolare verso i piani gratuiti pieni di pubblicita', e il consumo quotidiano resta pigro. Insomma, il cinema non e' resuscitato del tutto: si e' preso una bella boccata d'ossigeno grazie a due o tre kolossal e a una generazione che, contro ogni previsione, ha voglia di alzarsi dal divano.

Morale della favola: ogni volta che qualcuno annuncia la morte del cinema, conviene aspettare l'estate dopo. Magari con un secchiello di popcorn in mano e il telefono, per una volta, in modalita' aereo.


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