Diciamocelo: negli ultimi anni i robot cinesi li conoscevamo solo per i video in cui facevano il kung fu, la capriola all'indietro o il balletto sincronizzato in stile TikTok da caserma. Roba simpatica, un po' inquietante, buona per farsi due risate prima di scrollare oltre. Bene, adesso quei robot ballerini si sono messi la cravatta e sono entrati in Borsa. E valgono piu' di te, di me e di tutto il tuo condominio messi insieme.
Il 6 agosto 2026 Unitree Robotics, azienda di Hangzhou fondata dieci anni fa da Wang Xingxing, ha fissato il prezzo della sua IPO sullo STAR Market di Shanghai a 150,80 yuan per azione. Traduzione per umani: circa 22 dollari ad azione, per una valutazione complessiva da 9 miliardi di dollari e una raccolta che sfiora il miliardo. E' la prima azienda al mondo di robot umanoidi a quotarsi in Borsa. Non "una delle prime": la prima. Il futuro distopico ora ha anche un ticker.
45% sopra le attese, perche' ovviamente
La parte divertente e' che il prezzo non e' stato tirato a caso. Il consensus del mercato diceva 104 yuan, gli investitori hanno risposto spingendolo a 150,80 — il 45% in piu'. Quando la domanda istituzionale ti scavalca di quasi meta' vuol dire una cosa sola: c'e' gente disposta a scommettere seriamente che il maggiordomo robotico non sia piu' fantascienza ma un business plan.
E i numeri, va detto, non sono aria fritta. Nel 2025 Unitree ha spedito circa 5.500 robot umanoidi, ha quadruplicato il fatturato arrivando a 1,7 miliardi di yuan (oltre 235 milioni di dollari) e si e' tenuta margini lordi intorno al 60%. Che nel mondo dei robot, dove quasi tutti bruciano soldi, e' quasi un miracolo.

Il confronto che fa male all'orgoglio americano
Qui arriva la stoccata geopolitica. Mentre negli Stati Uniti la star del settore e' Figure AI — valutata la bellezza di 39 miliardi di dollari con zero fatturato reale, un dettaglio non da poco — la cinese Unitree i robot li vende davvero, con modelli che vanno da meno di 5.000 dollari a oltre 150.000. Nel primo semestre 2026 le aziende cinesi hanno spedito circa 18.500 umanoidi, contro i circa 4.000 dei concorrenti americani. Non e' una gara, e' un imbarazzo.
Non che sia tutto rose: nel primo trimestre 2026 i ricavi sono cresciuti del 68%, ma i profitti sono crollati del 55%, mangiati da concorrenza feroce e ricerca. Perche' anche i robot, a quanto pare, costano un occhio prima di rendere.
Gli USA rispondono come sanno fare: vietando
E l'America? Invece di rispondere sul mercato, valuta di rispondere col divieto. L'amministrazione Trump e la FCC starebbero preparando un bando sui nuovi robot umanoidi e quadrupedi made in China, agitando lo spettro della sicurezza nazionale. Perche' se non riesci a costruirli piu' economici, la mossa classica e' spegnere la musica mentre l'altro sta ballando. Letteralmente, in questo caso.
Il sottotesto e' che la robotica e' diventata il nuovo fronte della guerra fredda tecnologica, quello che Nvidia chiama "physical AI": l'intelligenza artificiale che smette di vivere dentro una chat e si mette a camminare per casa tua. Jensen Huang la definisce "la prossima frontiera". Detto da chi ci vende sopra i chip, prendetela con le pinze — ma il debutto di Unitree, tra il 17 e il 21 agosto, ci dira' quanto i mercati sono disposti a crederci.
Morale: mentre tu litighi col tuo aspirapolvere robot che si incastra sotto il divano, in Cina i robot che facevano le capriole per i meme sono appena diventati un asset da 9 miliardi. Il futuro non e' arrivato coi robot maggiordomi: e' arrivato con una call di sottoscrizione.
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