GameStop starebbe preparando un’offerta per comprare eBay. Sì, GameStop: quella dei negozi di videogiochi, della saga meme-stock, dei grafici che nel 2021 sembravano disegnati da un criceto sotto espresso. Secondo Reuters, che riprende il Wall Street Journal, la società guidata da Ryan Cohen avrebbe accumulato in silenzio una quota in eBay e potrebbe presentare un’offerta già più avanti questo mese.
La parte comica, cioè tragica, cioè finanziariamente “bro fidati”, è la scala dell’operazione: eBay vale circa 46 miliardi di dollari, GameStop quasi 12. È come se il tuo coinquilino che deve ancora ridarti i soldi della pizza annunciasse di voler comprare il condominio. Non impossibile in assoluto, ma serve una quantità di debito, azioni, fede religiosa e PowerPoint che farebbe sudare anche Wall Street.
The Verge l’ha riassunta con la frase giusta: “finance is just another meme”. Perché qui non si parla solo di e-commerce, videogiochi usati e marketplace di collectibles. Si parla dell’idea che GameStop debba trasformarsi in qualcosa di abbastanza grande da giustificare l’aura mitologica che gli investitori retail le hanno appiccicato addosso. Il negozio fisico che vendeva copie usate di FIFA ora guarda eBay e pensa: “quello scaffale digitale potrebbe essere mio”.
Il contesto è Ryan Cohen. La sua nuova struttura di compensi, secondo le fonti riprese da Reuters e New York Post, può arrivare fino a 35 miliardi di dollari in azioni se riesce a portare GameStop a una capitalizzazione da 100 miliardi e a centrare obiettivi enormi di redditività. Traduzione non da comunicato: il boss ha un incentivo grande quanto un piccolo PIL a inventarsi una trasformazione epica, possibilmente prima che il mercato si ricordi che il retail fisico dei videogiochi non è esattamente la ruota del futuro.
eBay, intanto, non è una reliquia morta. La società ha beneficiato di collectibles, motori, aste live e mercato dell’usato, tutte cose che si incastrano abbastanza bene con l’universo GameStop: carte, console, edizioni limitate, oggetti che la gente compra non perché servano, ma perché “potrebbero salire”. Il capitalismo moderno, praticamente, è diventato un mercatino delle pulci con terminal Bloomberg.
Per ora, però, siamo nel territorio del report non confermato: GameStop, eBay e Cohen non hanno commentato subito alle richieste di Reuters. E i dettagli dell’eventuale offerta non sono noti. Quindi niente coriandoli: questa può diventare la mossa più folle della finanza retail oppure l’ennesimo palloncino gonfiato da una notizia uscita venerdì sera, quando i mercati sono stanchi e Twitter/X ha bisogno di un nuovo giocattolo.
La cosa interessante non è solo “GameStop compra eBay?”, ma cosa dice del momento: aziende più piccole che inseguono acquisizioni gigantesche, CEO pagati come boss finali, investitori che trattano le fusioni come contenuto, e vecchi marchi del web che tornano improvvisamente sexy perché qualcuno ha scritto “turnaround” su una lavagna. Se succede davvero, sarà un caso studio. Se non succede, sarà comunque un meme con note a piè di pagina.
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