Esiste un livello di flex che nessun influencer potra' mai raggiungere: fotografare 60 milioni di stelle in una volta sola e poi dire, con nonchalance, che era solo un lavoretto di un giorno. Benvenuti al cuore della Via Lattea, ritratto dal telescopio europeo Euclid nell'immagine piu' grande e dettagliata mai realizzata del centro della nostra galassia in luce visibile.
L'Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha rilasciato lo scatto il 24 giugno 2026, e la cosa piu' assurda e' che Euclid questo lavoro non doveva nemmeno farlo. La sua missione ufficiale e' un'altra: dare la caccia al lato oscuro dell'universo.
Un detective del buio che per un giorno guarda la luce
Euclid e' stato lanciato a luglio 2023 con un compito da romanzo noir: indagare su materia oscura ed energia oscura, le due entita' invisibili che insieme governano il 95% dell'universo e di cui, diciamolo, non capiamo praticamente niente. Per sei anni dovrebbe misurare forma, distanza e movimento di miliardi di galassie fino a 10 miliardi di anni luce di distanza. Roba lontana, debole, fioca.
E invece, su richiesta speciale di un gruppo di astronomi, per un solo giorno il nostro detective del buio ha fatto l'esatto contrario: ha puntato l'obiettivo verso la regione piu' luminosa e affollata che ci sia, il rigonfiamento galattico (il "bulge"), il nucleo centrale della Via Lattea a circa 26.000 anni luce da noi.
Il punto e' che riprendere il centro galattico e' tecnicamente una pessima idea: e' cosi' pieno di stelle che la maggior parte dei telescopi resterebbe semplicemente accecata. La fotocamera in luce visibile di Euclid, invece, e' abbastanza sensibile da distinguere le singole stelle in quella calca cosmica senza bruciare l'immagine. Una precisione paragonabile, dice l'ESA, alla wide field camera del telescopio Hubble.
Sessanta milioni di stelle (e non e' un modo di dire)
Il numero non e' arrotondato per fare scena: l'immagine contiene oltre 60 milioni di stelle, insieme a nebulose, nubi molecolari e ammassi stellari. Il bulge e' una struttura enorme e fittissima, popolata soprattutto da stelle vecchie e piu' fredde, ed e' per questo che ha quella tinta dorata da tramonto eterno.
Piccola nota per gli amanti della verita': l'immagine originale e' in bianco e nero. La fotocamera VIS di Euclid e' monocromatica, quindi i colori sono stati aggiunti dopo, usando i dati del Canada-France-Hawai'i Telescope raccolti dalle Hawaii nell'estate 2025. Insomma, un filtro applicato in post-produzione, ma per una volta a fin di scienza e non per Instagram.
Perche' tutto questo? Per cacciare pianeti alieni
La parte piu' bella e' che questo ritratto monstre non e' fine a se stesso. Serve a dare la caccia agli esopianeti con una tecnica che sembra magia ma e' pura relativita': il microlensing gravitazionale. In pratica, quando un pianeta passa davanti a una stella lontana, la sua gravita' piega leggerissimamente la luce e la amplifica per un istante. Misurando quei minuscoli sbalzi di luminosita', gli scienziati possono confermare l'esistenza di un pianeta e calcolarne la massa.
E qui sta la morale, molto 2026: un telescopio costruito per inseguire l'invisibile (materia ed energia oscura) si rivela perfetto anche per trovare mondi nuovi nel cortile di casa nostra. A volte il modo migliore per scoprire qualcosa e' guardare dove non avevi previsto di guardare. Vale per la fisica, e probabilmente anche per la vita. Ma non divaghiamo: 60 milioni di stelle in un giorno restano un flex difficile da battere.
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