Immagina di gestire una newsletter. Piccola, di nicchia, roba per addetti ai lavori: consigli, critiche, qualche pungolata a un colosso dell'e-commerce. Il tipo di sito che tua zia non aprirebbe mai. E immagina che un giorno, invece della solita mail di lamentele dal reparto comunicazione, ti arrivi a casa una scatola. Dentro, scarafaggi vivi. Il giorno dopo, ragni. Poi una maschera di maiale sporca di sangue finto. Poi una corona funebre. Benvenuti nel 2019 secondo eBay.
Diciamocelo: quando pensiamo a una multinazionale che vuole zittire i giornalisti, ci immaginiamo squadre di avvocati, cause milionarie, minacce scritte in legalese. Roba noiosa ma pulita. Quello che hanno fatto sette dipendenti della sicurezza di eBay, invece, sembra la sceneggiatura scartata di un episodio di Black Mirror girato da chi ha appena scoperto Halloween. E nell'estate del 2026, dopo sei anni di processi, e' arrivato finalmente il conto: 55,7 milioni di dollari.
Il pacco che non vorresti mai ricevere
Le vittime si chiamano David e Ina Steiner, una coppia del Massachusetts che dal 1999 pubblica EcommerceBytes, una testata che segue il mondo delle vendite online e che, colpa imperdonabile, osava criticare la gestione di eBay. Il tono degli articoli aveva talmente irritato i vertici dell'azienda che qualcuno, ai piani alti, ha deciso che la risposta giusta non fosse un comunicato stampa, ma una campagna di terrore vera e propria.

L'elenco della roba spedita a casa loro sembra la lista della spesa di un serial killer col senso dell'umorismo guasto: insetti vivi, un feto di maiale, un libro su come sopravvivere alla morte del coniuge (messaggio non proprio sottile), riviste porno intestate ai vicini, annunci su Craigslist che invitavano sconosciuti a presentarsi a casa loro per incontri sessuali. Ah, e poi pizze ordinate nel cuore della notte e un tentativo di piazzare un GPS sotto la loro auto. Perche' terrorizzare qualcuno, se non puoi anche tracciarlo in tempo reale?
Quando la "sicurezza aziendale" diventa il problema
La parte piu' inquietante non e' che sia successo, ma chi l'ha organizzato. Non due stagisti sbroccati, ma il gotha della sicurezza interna di eBay. A guidare la squadra, Jim Baugh, ex direttore senior della sicurezza, che si e' beccato 57 mesi di carcere federale. Con lui, direttori e manager con titoli altisonanti tipo "Global Resiliency" e "Global Intelligence" — nomi da film di spionaggio per un lavoro che consisteva, in pratica, nello spedire blatte a due sessantenni.
In totale sette persone sono finite nei guai con la giustizia americana, tra pene detentive e arresti domiciliari. eBay come azienda, nel 2024, aveva gia' pagato 3 milioni di dollari di multa penale — il massimo previsto dalla legge — con un patteggiamento. Ma quello era lo Stato. I coniugi Steiner, la causa civile, se la sono giocata per conto loro. E l'hanno vinta alla grande.

Il conto finale: 55,7 milioni
Ecco come si spartisce la cifra. Ai coniugi Steiner vanno 48,7 milioni di dollari: 46,15 li mette eBay, 2 milioni escono direttamente dalle tasche dell'ex CEO Devin Wenig, altri li aggiungono gli ex dirigenti Wendy Jones (500 mila) e Steve Wymer (50 mila). A cui si sommano 6 milioni in donazioni a enti no-profit e un ulteriore milione, sempre da Wenig, a un'organizzazione per la difesa del Primo Emendamento — intitolata a Ina Steiner. Poesia.
La cosa piu' rara di tutta la storia? L'accordo non prevede clausole di riservatezza. Di solito questi patteggiamenti finiscono con un bel silenzio comprato: soldi in cambio di zitti tutti. Stavolta no. I Steiner possono raccontare tutto, per filo e per segno. Il che, per due giornalisti terrorizzati per aver fatto il loro mestiere, e' probabilmente la vittoria che vale piu' dei milioni.
La morale (che non c'e')
La tentazione e' liquidarla come la follia di qualche dirigente impazzito. Ma la verita' e' piu' scomoda: una delle aziende piu' note del pianeta ha trattato due giornalisti come nemici da neutralizzare, con metodi da criminalita' organizzata, perche' scrivevano cose che davano fastidio. Il messaggio, sotto sotto, era chiarissimo: criticateci e vi rendiamo la vita un inferno. Che poi e' esattamente il motivo per cui la liberta' di stampa esiste, e per cui storie cosi' vanno raccontate finche' fanno ancora ribrezzo. Cinquantacinque milioni sono tanti. Ma provate a chiedere ai Steiner se rivorrebbero indietro quei mesi passati a guardarsi le spalle. La risposta, temiamo, non ha prezzo.
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