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Tecnologia

Dyson ti mette una telecamera in bocca. A 479 euro

Dyson lancia CameraJet: spazzolino da 479€ con microcamera che spara collutorio tra i denti. Internet l'ha subito trasformato in una macchina per street photography. I risultati sono assurdi.

Ci sono invenzioni che risolvono un problema. E poi c'è la Dyson, che ha guardato il tuo bagno, ha visto uno spazzolino da denti, e ha pensato: «e se ci mettessimo dentro una telecamera?». Non un sensore. Una telecamera vera. Che ti riprende le gengive 28 volte al secondo. A 479 euro.

Signore e signori, benvenuti nel Dyson CameraJet, lo spazzolino elettrico che dal 1° settembre porta l'endoscopia in bagno e la fa pagare come un weekend a Lisbona.

Cosa fa, tecnicamente (perché è assurdo)

Dentro il manico convivono cose che di solito stanno in tre elettrodomestici diversi. C'è una microcamera macro da 100.000 pixel che scatta 28 immagini al secondo puntate sui tuoi denti. C'è un algoritmo di machine learning che Dyson ha battezzato — senza ridere — Gap Optical Targeting, addestrato su oltre 470.000 immagini dentali e 16 milioni di righe di codice, sviluppato in sei anni.

A cosa serve tutto questo apparato degno della NASA? A capire quando passi su uno spazio tra due denti. E lì, in circa 100 millisecondi, spara un getto mirato di collutorio. In pratica: uno spazzolino che usa il filo interdentale al posto tuo mentre spazzoli. La promessa di James Dyson è quasi commovente: «Passare il filo è una scocciatura noiosa e lenta. Pochi di noi lo fanno». Vero. La soluzione, però, di solito costava tre euro al supermercato.

Il pacchetto — il Dyson Dental System — include dock di ricarica, custodia da viaggio, dentifricio e collutorio dedicati. E secondo l'azienda rimuove fino al 69% di placca in più rispetto agli spazzolini premium nei punti difficili. Sulla privacy Dyson giura: la camera si accende solo durante l'uso, niente registrazioni, niente cloud. Il che è rassicurante, considerando che stiamo parlando di una webcam a venti centimetri dalle tue tonsille.

E qui internet ha fatto internet

Perché la storia poteva finire con l'ennesimo gadget iper-costoso da mettere nella lista dei desideri e non comprare mai. E invece no. Una fotografa di strada che su Instagram si fa chiamare «all gear no skill» — tutta attrezzatura, zero talento — ha avuto l'idea più 2026 dell'anno: ha smesso di puntare la telecamera sui denti e l'ha puntata fuori dalla finestra.

Foto di strada scattata con la microcamera del Dyson CameraJet: bassa risoluzione, distorsione fish-eye, bilanciamento del bianco falsato
Una delle foto scattate con lo spazzolino. Sì, questa è street photography ufficiale del 2026.

I risultati sono esattamente quello che ti aspetti da un obiettivo progettato per fotografare la placca: bassa risoluzione, bilanciamento del bianco delirante, distorsione fish-eye da incubo. Palazzi, passanti, angoli di città, tutto filtrato attraverso l'estetica di una webcam del 2004 che ha bevuto. Su X qualcuno ha detto che sembrano le prime immagini generate dall'AI nei primi anni '20 — quelle con sei dita e le facce di cera. Un complimento, a quanto pare.

Il dettaglio più poetico: siccome lo spazzolino non salva i file (ricordate: niente registrazioni), la fotografa è costretta a fare screenshot dal feed live dell'app sul telefono. Ha pure notato, con una certa perfidia, che l'app risponde più in fretta di quella di certi produttori veri di fotocamere. Ci pensi: un colosso della fotografia battuto sulla reattività da un idropulsore.

Altra immagine urbana catturata con lo spazzolino Dyson, con resa lo-fi simile a una foto a infrarossi
Il subreddit r/streetphoto le ha rimosso i post: «non è vera street photography». Il coraggio.

Il colpo di scena finale è il più bello: il subreddit r/streetphoto le ha cancellato i post, sentenziando che non si tratta di «vera street photography». Scattata per strada, con un dispositivo tenuto in mano, ritraendo persone in città — ma non abbastanza vera. I gatekeeper della fotografia autentica hanno deciso che lo spazzolino non è degno. La stessa community che venera le foto sfocate su pellicola scaduta, respinta dall'idea che l'arte possa uscire da un manico che spruzza collutorio.

Ma quindi lo compriamo?

Qui gli esperti sono più freddi dell'acqua che ti butta in bocca. Altroconsumo e Fanpage lo dicono chiaro: non esistono prove indipendenti sufficienti che sia più efficace di alternative molto più economiche, e la manutenzione quotidiana è impegnativa. Per pulire tra i denti, scovolini e filo restano più economici ed efficaci. Il confronto onesto non è spazzolino da tre euro contro CameraJet, ma CameraJet contro «spazzolino elettrico premium + un buon idropulsore» — e anche lì, i 479 euro pesano.

Ma diciamo la verità: nessuno compra un Dyson per l'analisi costi-benefici. Lo compri per lo stesso motivo per cui esiste il ventilatore senza pale e l'asciugacapelli da 400 euro — perché è bello, inutilmente ingegnerizzato e fa sentire il bagno un set di fantascienza. Che poi diventi anche una macchina fotografica sperimentale è solo il bonus più Gen Z possibile: abbiamo preso l'oggetto più assurdo del 2026 e, invece di lavarci i denti, ci abbiamo fatto arte. Male. Ma arte.


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