C'è una barzelletta cosmica che si scrive da sola. Un coyote passa la vita a farsi esplodere in faccia i prodotti difettosi di una multinazionale, e a un certo punto decide di fare la cosa più americana del mondo: le fa causa. Il film che racconta questa storia, però, è stato a sua volta massacrato da una multinazionale. Rima baciata, no?
Parliamo di Coyote vs. Acme, il film ibrido live-action e animazione che dal 28 agosto 2026 arriva finalmente nelle sale, in tutto il mondo. Wile E. Coyote — sì, quello dei Looney Tunes, quello che rincorre Beep Beep da settant'anni e finisce sempre giù dal burrone — assume un avvocato umano sfigato (Will Forte) per portare la ACME in tribunale. Dall'altra parte, a difendere il colosso degli incudini e dei razzi acquistabili per corrispondenza, c'è nientemeno che John Cena. Regia di Dave Green, storia con lo zampino di James Gunn.

La parte in cui la realtà supera il cartone
Qui la storia diventa più interessante della trama. Nel novembre 2023 Warner Bros. Discovery, sotto la guida del CEO David Zaslav, decide di seppellire il film. Non perché fosse brutto — era già finito, montato, pronto — ma perché cancellarlo valeva uno sgravio fiscale da circa 30 milioni di dollari. Hai capito bene: conviene di più far sparire un film che distribuirlo. È il terzo trattato così dopo Batgirl e Scoob!. Il capitalismo che scrive gag migliori della Looney Tunes.
La differenza, stavolta, è che internet si è incazzato. Registi, critici e gente comune che aveva visto le proiezioni-test raccontavano di un film ottimo mandato al macero per un cavillo contabile. La pressione è stata tale che la Warner ha dovuto fare marcia indietro e concedere ai produttori il permesso di venderlo altrove.

Il cavaliere bianco si chiama Ketchup
A salvare il coyote dall'oblio fiscale ci ha pensato Ketchup Entertainment, una casa di distribuzione indipendente che nel marzo 2025 si è comprata i diritti mondiali per circa 50 milioni di dollari. Sì, una società che si chiama come una salsa ha fatto quello che uno degli studios più potenti di Hollywood non voleva fare. E non è nemmeno la prima volta: gli stessi avevano già recuperato The Day the Earth Blew Up, l'altro film Looney Tunes finito sul patibolo Warner.
Le prime recensioni, uscite in questi giorni, sono entusiaste: c'è chi lo definisce il miglior ibrido live-action e cartone dai tempi di Chi ha incastrato Roger Rabbit. Non male, per un film che secondo un foglio Excel non doveva esistere.
Morale della favola, se ne vogliamo una: la ACME vende prodotti che esplodono in mano al cliente, e nel film viene trascinata in tribunale per questo. Nella realtà, uno studio ha provato a distruggere il film per un vantaggio fiscale ed è stato trascinato davanti al tribunale dell'opinione pubblica. Il coyote, per una volta, ha vinto. Fuori e dentro lo schermo.
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