Cammini di notte, strada vuota, e il lampione proprio sopra di te si spegne. Pf. Buio. E per mezzo secondo, prima ancora di ragionarci, una vocina dice: sono stato io. L'ho spento io. Passo io e si spegne. Come se fossi io.
Poi certo, lo sai com'e'. Un tubo al neon vecchio, un sensore termico che scatta, capita, lo fa a chiunque, non c'entri niente. Lo sai benissimo. Ma quella vocina non l'ho mai convinta del tutto. Continua a pensare che l'universo mi tenga d'occhio, che i lampioni abbiano un'opinione su di me, che qualcosa lassu' abbia scelto proprio quell'istante per farmi un dispetto. O un cenno.
E' buffo quanto siamo pronti a metterci al centro di tutto. Un lampione fa una cosa che fa cento volte a notte per conto suo, e noi ci leggiamo un messaggio in codice. Il semaforo diventa verde e pensiamo di avere culo. Inizia a piovere appena usciamo e la prendiamo sul personale, come se il meteo ce l'avesse con noi. Come se il cielo sapesse il nostro nome.
La verita' e' che a nessuna lampadina frega niente di me, e va benissimo cosi'. Non sono io il motivo. Non sono mai io il motivo. Eppure domani sera, se si spegne di nuovo mentre passo, quella vocina ripartira' identica. Sono stato io. Lo so che non e' vero. Fa lo stesso.

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