C'è un momento, davanti al distributore automatico, in cui smetti di essere una persona adulta e diventi un piccolo parlamento in crisi. B12. No, forse C7. Però C7 costa venti centesimi in più e tu quei venti centesimi non li senti nel portafoglio, li senti nell'idea che hai di te stesso.
La macchina non giudica, ed è proprio questo il problema. Ti guarda con la sua luce chirurgica, piena di cose che non vuoi davvero ma che improvvisamente sembrano opzioni di vita. Patatine: resa. Barretta proteica: bugia. Acqua: autopunizione elegante.
Poi inserisci le monete e premi un tasto qualunque, perché alla fine molte decisioni funzionano così: fingiamo di scegliere, ma stiamo solo cercando qualcosa che cada senza incastrarsi nella spirale. E quando cade, per un secondo, sembra una vittoria. Misera, confezionata, rumorosa. Però tua.

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Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
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