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Cobolli, la favola di Parigi finisce in top 10

Flavio Cobolli perde la prima finale Slam contro un Zverev finalmente in lacrime di gioia, ma esce da Parigi nella top 10 per la prima volta. E intanto Sinner resta numero 1 pure dopo un naufragio al secondo turno: il tennis azzurro ormai vive in un'altra dimensione.

C'è una categoria speciale di delusioni che, vista da fuori, somiglia tanto a una vittoria. Flavio Cobolli ha appena finito di abitarla: domenica ha perso la sua prima finale Slam al Roland Garros, ma è uscito da Parigi con il biglietto per la top 10 mondiale, una settimana di tennis che gli italiani si ricorderanno per anni e la faccia di chi ha capito di essersi appena trasformato in un giocatore diverso.

La favola è finita 3-2 per Alexander Zverev: 1-6, 6-4, 4-6, 7-6, 1-6, oltre quattro ore di battaglia chiuse da un Cobolli che ha sbagliato uno smash sul secondo match point. Cinque set, perché ovviamente non poteva finire in modo indolore.

Flavio Cobolli esulta sulla terra rossa del Roland Garros 2026
Cobolli durante la cavalcata parigina: prima finale Slam in carriera. Foto AFP via ATP Tour.

Zverev, il maledetto delle finali, si toglie la maledizione

Dall'altra parte della rete c'era un uomo che con le finali Slam aveva un rapporto da terapia. Zverev aveva già buttato una finale del Roland Garros (2024, due set a uno di vantaggio su Alcaraz) e una degli US Open (2020, due set a zero su Thiem e sconfitta lo stesso). Questa volta no: al primo vero titolo Major della carriera si è lasciato cadere sulla terra rossa, mani sul viso, a piangere come uno che ha appena finito di pagare il mutuo. Lieto fine per lui, plot twist amaro per noi.

Va detto: il tedesco partiva favoritissimo. Non perché Cobolli fosse poca cosa, ma perché il tabellone si era smontato da solo. Il numero 1 del mondo era già a casa da giorni, e qui arriva la parte assurda.

Sinner numero 1 anche da disastro ambulante

Jannik Sinner ha perso al secondo turno. Non in semifinale, non ai quarti: al secondo turno, sciogliendosi nell'ondata di caldo parigino e buttando via due set di vantaggio e un 5-1 contro Juan Manuel Cerundolo. Il tipo di crollo che di solito ti spedisce in crisi esistenziale. E invece Jannik resta saldamente numero 1 del mondo — siamo alla 75ª settimana sul trono — con un margine così osceno (oltre 6.000 punti sul secondo) che potrebbe perdere al primo turno per i prossimi tre tornei e restare comunque lassù. Essere Sinner significa anche questo: fallire e rimanere irraggiungibile.

Proiezione del ranking ATP con Cobolli protagonista
La proiezione ranking ATP della settimana: Cobolli sfonda in top 10. Immagine ATP Tour.

Cobolli e la top 10: il settimo italiano della storia

Veniamo al motivo per cui questa sconfitta sa di trionfo. Con la finale di Parigi Cobolli, 24 anni, entra per la prima volta nella top 10 ATP: è il settimo italiano di sempre a riuscirci. Nel percorso ha steso Felix Auger-Aliassime ai quarti per la prima semifinale Slam della vita, poi è arrivato in finale anche grazie al ritiro per malanno di Matteo Arnaldi in una semifinale tutta tricolore — perché sì, c'erano due italiani in semifinale a un Major, e la cosa è passata quasi come normale amministrazione.

Nella Race verso le Finals di Torino Cobolli è già quarto con 2.620 punti, dietro a Sinner, Zverev e a un Alcaraz che resiste terzo nonostante l'infortunio al polso che gli ha fatto saltare il torneo. Tradotto: a casa sua, a novembre, potrebbe esserci anche lui.

E non è finito: Arnaldi vola al numero 34 (+70 posizioni), Berrettini risale al 48 dopo i quarti (+57), poi Sonego, Bellucci, il giovane Cinà. Un movimento intero che spinge. C'era un'epoca in cui un italiano in fondo a uno Slam era un evento da telegiornale commosso; oggi è il martedì. La favola di Cobolli è finita senza coppa, certo. Ma il tennis italiano, a quanto pare, ha smesso di sognare e ha iniziato a fare la spesa nei piani alti del ranking.


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