C'e' una piccola tortura semestrale che accomuna mezzo pianeta: due volte l'anno ci alziamo, guardiamo il forno, guardiamo il telefono, e per venti minuti buoni cerchiamo di ricordare se abbiamo dormito un'ora in piu' o un'ora in meno. Un rito collettivo di confusione che va avanti da un secolo e che nessuno, ma proprio nessuno, ha mai amato davvero.
Bene: martedi' la Camera degli Stati Uniti ha deciso che ne ha abbastanza. Con 308 voti a favore e 117 contrari ha approvato il Sunshine Protection Act, la legge che vuole congelare per sempre l'ora legale e mandare in pensione il cambio delle lancette. Traduzione: piu' luce la sera, addio al balletto di marzo e ottobre.

Trump, il tramonto e il "WIN"
Dietro la mossa c'e' anche Donald Trump, che sul tema ha le idee chiare da mesi: "e' ora che la gente smetta di preoccuparsi dell'Orologio", ha scritto, definendo la legge "una bella VITTORIA per il Partito Repubblicano". Il testo, firmato dal deputato Vern Buchanan, mette tutto il Paese sull'ora che oggi si usa da marzo a novembre, salvo per gli Stati che decidono di chiamarsi fuori prima.
Non e' pero' ancora fatta. La palla passa al Senato, che e' esattamente il posto dove le buone intenzioni vanno a schiacciare un pisolino. L'anno scorso una versione simile si e' arenata per l'obiezione del senatore Tom Cotton, preoccupato per i pendolari che uscirebbero di casa col buio pesto, in certe zone con l'alba alle 9 del mattino. E c'e' un precedente che pesa: negli anni '70, sotto Nixon, l'ora legale permanente duro' meno di un anno prima di essere cancellata perche' la gente la odiava. Svegliarsi al buio, a quanto pare, non piace a nessuno.
E l'Europa? L'Europa dorme (letteralmente)
Qui arriva la parte che ci riguarda da vicino, e che fa un po' ridere e un po' piangere. Perche' se pensate che questa sia una stranezza americana, sappiate che l'Unione Europea sullo stesso identico dibattito e' bloccata da otto anni.

Facciamo un ripasso. Nel 2018 la Commissione Europea chiese ai cittadini cosa ne pensassero: risposero in 4,6 milioni e l'84% chiese di abolire il cambio dell'ora. Un plebiscito. Poi? Poi la proposta si e' incastrata nel Consiglio dell'UE, perche' i governi non sono riusciti a mettersi d'accordo su quale ora tenere, col terrore che il Portogallo finisse su un fuso e la Polonia su un altro. Dal 2019 il dossier e' finito in un cassetto, dove riposa beato.
Risultato: gli europei hanno votato in massa per cambiare, e cambiare non si e' cambiato niente. In Italia, intanto, alla Camera va avanti da tempo un'indagine conoscitiva sull'ipotesi di tenere l'ora legale tutto l'anno — con la stima, non da poco, di 2,3 miliardi risparmiati in bolletta. Indagine conoscitiva, appunto. Nessuno si sbilancia.
La morale, un po' amara, e' questa: su una faccenda tutto sommato banale come spostare due lancette, la superpotenza litigiosa per eccellenza ha almeno votato, mentre il continente che aveva gia' l'84% dei cittadini d'accordo continua a rimandare. Non e' che gli americani siano piu' bravi. E' che noi, sul cambio dell'ora, ci siamo semplicemente riaddormentati. E stavolta senza sapere nemmeno se un'ora l'abbiamo persa o guadagnata.
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