Nel cuore cerimoniale di Londra, dove le statue di solito stanno lì a fare curriculum imperiale in silenzio, è comparso un uomo in completo che marcia giù da un piedistallo con una bandiera piantata in mano e il volto completamente coperto dal drappo. Sì: Banksy ha confermato che è suo. Perché evidentemente il Regno Unito non aveva abbastanza monumenti alla storia, serviva anche un promemoria in 3D sul fatto che il patriottismo, quando tira troppo vento, può diventare una benda.
La scultura è apparsa a Waterloo Place, a St James’s, vicino a statue molto ufficiali tipo Edoardo VII, Florence Nightingale e il memoriale della guerra di Crimea. Insomma: Banksy non ha piazzato il suo omino cieco in un parcheggio qualunque, ma nel salotto buono della memoria nazionale. Quello con i palazzi seri, le targhe serie e l’aria da “qui si fotografa la civiltà”. Poi arriva lui, firma sul plinto, e trasforma tutto in una domanda scomoda: stiamo marciando verso qualcosa o solo fingendo di vedere?
Secondo CNN, l’artista ha rivendicato l’opera con un video su Instagram che mostra l’installazione notturna. Il dettaglio migliore è quasi burocratico: l’uomo non è bendato da un nemico, non è censurato da un regime, non viene oscurato da una mano esterna. Si acceca con la sua stessa bandiera. È una metafora così poco sottile che potrebbe candidarsi alle elezioni e vincere al primo turno.
Il consiglio comunale di Westminster, invece di fare la solita scena “rimuoviamo tutto perché decoro urbano”, ha messo barriere protettive e ha detto che l’opera resterà visibile al pubblico. Traduzione istituzionale: anche la burocrazia, ogni tanto, capisce quando una cosa sta già facendo il lavoro sporco meglio di un comunicato stampa.
La statua arriva dopo mesi in cui Banksy è tornato spesso a Londra con lavori apertamente politici: dal giudice con martello contro il manifestante al muralismo su senzatetto e infanzia. Qui però il cambio di formato conta. Non è un graffito su un muro che puoi coprire, staccare, vendere o mettere dietro plexiglass come reliquia da asta. È un monumento che prende in giro i monumenti, un uomo qualunque travestito da allegoria nazionale che sta per scendere dal piedistallo senza accorgersi del bordo. Molto 2026, praticamente un tutorial.
E la cosa buffa, cioè deprimente, è che funziona proprio perché non dice quale bandiera sia. Non serve. La bandiera è generica, quindi parla a tutti: patrioti professionisti, nostalgici con account verificato, governi che confondono identità e marketing, cittadini che vogliono solo sapere se il futuro ha almeno un corrimano. Banksy ha fatto una statua sul marciare convinti mentre non si vede niente. Spoiler: il suono che sentite in sottofondo è mezzo Occidente che controlla se il plinto regge.
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