C'è un modo corretto di rapinare una banca, e poi c'è il modo napoletano. Non entri con una pistola e un biglietto scritto male. No. Tu scavi per mesi, costruisci un cantiere sotterraneo con generatore elettrico, puntellature anti-frana, maschere antigas e sonda multigas per il metano, e sbuchi nel pavimento della filiale come se fossi in un videogioco.
Benvenuti alla Crédit Agricole di piazza Medaglie d'Oro, Napoli, giovedì 16 aprile 2026. Tre uomini con tute da operaio, cappuccio e mascherina entrano in banca alle 11:30. Non sparano. Non urlano. Rassicurano clienti e dipendenti, chiudono tutti in una stanza, poi scendono nel caveau. In due ore aprono quaranta cassette di sicurezza con un cacciavite — sì, un cacciavite — e spariscono.
Il cantiere sotto la città
Quello che hanno trovato i carabinieri e gli speleologi dell'Abc sotto Napoli è roba da Indiana Jones con il passamontagna. Una galleria di 12 metri scavata a mano a distanza millimetrica dalla fogna principale — quella dove scorrono escrementi e acqua piovana. Un pozzo verticale di 5 metri che sbucava nel pavimento della banca, di fianco al caveau. Un generatore elettrico lasciato in un cubicolo sotterraneo. E l'ipotesi, ancora da confermare, di una seconda galleria di 200-300 metri usata come cantiere di partenza.
"È stata veramente una rapina programmata da mesi, con grandissimi professionisti che hanno fatto un lavoro veramente da film", ha ammesso persino il sindaco Gaetano Manfredi. E quando un sindaco napoletano usa la parola "film" per descrivere un crimine, sai che il livello è altissimo.
25 ostaggi e i GIS da Livorno
Mentre i rapinatori svuotavano le cassette, in banca c'erano 25 persone chiuse in una stanza. Alcuni hanno scritto messaggi su fogli: "Fate presto, siamo senza ossigeno". Alle 13:30 la polizia irrompe, spacca le vetrate, libera gli ostaggi. Ma i ladri sono già volati. Anzi, scivolati — nel sistema fognario sottostante.
La risposta delle forze dell'ordine è stata da manuale: arriva persino il GIS (Gruppo di Intervento Speciale) da Livorno. Sì, hanno mandato i Teste di Cuoio da Livorno a Napoli per una rapina in banca. Roba che se lo racconti a un americano non ti crede.
Il bottino: nessuno sa quanto vale
Le cassette di sicurezza — circa 40, trasferite da una filiale chiusa del Vomero e non protette da armadio blindato — sono state svuotate. Ma quanto hanno portato via? "Nessuno lo sa tranne i clienti", ha detto la polizia. E i clienti, ovviamente, non lo diranno. Per ottenere il rimborso dall'assicurazione (massimale 52.000 euro a cassetta) devono però dichiarare ufficialmente cosa custodivano. Il che significa che tra poco qualcuno dovrà ammettere di tenere 50mila euro in contanti e tre Rolex in una cassetta di una banca rapinata dai Tomb Raider locali.
Non è la prima volta
Già nel 2020 una banda aveva usato le fogne di Milano per rapinare una banca: due entrati dall'ingresso, due dalle fogne, tutti fuggiti dai tombini. Ma il metodo napoletano è superiore. Più tunnel, più professionalità, più generatore elettrico. Milano ha provato, Napoli ha perfezionato.
La caccia continua nel sottosuolo. E intanto, da qualche parte a Napoli, c'è una squadra di muratori-fognaioli-rapinatori che sta già pensando al prossimo cantiere. Perché se c'è una cosa che questo paese sa fare bene — oltre alla pizza — è trasformare l'impossibile in un'opera d'arte.
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