C'e' un genere di titolo che torna puntuale come le zanzare a luglio: "astronave aliena in arrivo nel Sistema solare". Poi passano tre settimane, arrivano le foto vere, e l'astronave aliena si rivela — sorpresa — una cometa. E' successo di nuovo. Solo che stavolta a scattare la foto non e' stato un telescopio qualsiasi, ma una sonda cinese parcheggiata attorno a Marte. E la cometa, gia' che c'era, si e' pure messa in posa.
La protagonista si chiama 3I/ATLAS, e quel "3I" non e' un nome da robot ma la sua carta d'identita': e' il terzo oggetto interstellare mai avvistato dentro casa nostra, dopo Oumuamua (2017) e la cometa Borisov (2019). Scoperta il 7 maggio 2025, viene da un altro sistema stellare, non tornera' mai piu', e attraversa il nostro cortile a una velocita' che farebbe piangere qualsiasi autovelox: circa 58 chilometri al secondo. Non all'ora. Al secondo.

La foto che nessuno si aspettava da Marte
Qui entra in scena Tianwen-1, la sonda con cui la Cina orbita attorno a Marte da quattro anni e otto mesi. Il 3 ottobre 2025, mentre la cometa sfrecciava a circa 30 milioni di chilometri dal pianeta rosso, la fotocamera ad alta risoluzione HiRIC ha fatto una cosa tecnicamente assurda: ha immortalato un oggetto tra le 10.000 e le 100.000 volte piu' debole delle zone illuminate di Marte. Tradotto: come fotografare una lucciola davanti a un faro. E ci sono riusciti.
Nelle immagini si vedono la coda e la chioma — quella nuvola di gas e polvere che avvolge il nucleo — mentre il ghiaccio e i materiali volatili evaporano scaldandosi. In alcune osservazioni la cometa brillava pure di verde, colpa del carbonio biatomico (C2) eccitato nella chioma. Insomma: acqua, gas, polvere, coda. Il curriculum completo di una cometa in piena regola. Per la cronaca, quel giorno l'hanno beccata anche le europee Mars Express ed ExoMars: praticamente un servizio fotografico di gruppo a 200 milioni di chilometri da qui.
E gli alieni? Eh, gli alieni
Non e' una storia sugli oggetti interstellari se a un certo punto non spunta Avi Loeb, l'astrofisico di Harvard che da anni ha fatto della domanda "e se fossero alieni?" un intero brand personale. Con Oumuamua diceva vela solare, con 3I/ATLAS ha alzato la posta: secondo lui potrebbe essere una cometa naturale "ingegnerizzata" come veicolo spaziale da una civilta' aliena. Ha messo in fila 18 anomalie — getti a 120 gradi l'uno dall'altro, uno strano rapporto ferro-nichel, una simmetria sospetta, un allineamento troppo comodo con i pianeti.

Il problema, come sempre, e' quella parolina noiosa: prove. La stragrande maggioranza della comunita' scientifica guarda le foto da Marte, vede una coda che evapora e dei getti di carbonio, e conclude la cosa piu' banale del mondo: e' una cometa. Le ricerche di firme tecnologiche — segnali, metalli innaturali, manovre — finora hanno restituito un solenne nulla. Che poi e' il bello e il tragico della scienza: l'ipotesi piu' eccitante quasi sempre perde contro quella piu' verosimile, e nessuno ci fa un film.
La finestra per guardarla si e' quasi chiusa: dopo il perielio del 29 ottobre 2025 e il passaggio vicino a Giove a inizio 2026, 3I/ATLAS sta gia' puntando l'uscita, diretta di nuovo verso il buio interstellare da cui e' arrivata. Non la rivedremo mai piu'. Ci ha lasciato qualche foto scattata da un robot cinese in orbita marziana, un po' di dati sul carbonio, e la solita, affezionatissima voglia collettiva che stavolta fossero davvero loro. Non erano loro. Ma ammettilo: per qualche giorno ci hai sperato pure tu.
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