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Economia

1,8 trilioni di razzo: SpaceX sbarca al Nasdaq

SpaceX debutta al Nasdaq con l'IPO piu' grande della storia: 75 miliardi raccolti, valutazione da 1,77 trilioni, +19% al debutto. Perde 4,9 miliardi l'anno, ma Musk si tiene l'82% dei voti e non vende manco un'azione.

Ci sono aziende che bruciano miliardi e vengono prese a pernacchie dal mercato. E poi c'è SpaceX, che brucia miliardi e si becca la più grande IPO della storia dei mercati finanziari. Benvenuti in un'economia dove perdere soldi, se li perdi col casco da astronauta, vale 1.770 miliardi di dollari.

Giovedì 11 giugno l'azienda di Elon Musk ha debuttato al Nasdaq con il ticker SPCX, piazzando 555,6 milioni di azioni a 135 dollari l'una. Conto della serva: 75 miliardi di dollari raccolti. Per darvi un'idea, è circa il triplo del precedente record assoluto, quello di Saudi Aramco nel 2019 (29,4 miliardi). Non l'ha battuto: l'ha proprio sotterrato.

E la domanda? Quattro volte l'offerta. Tradotto: per ogni azione disponibile c'erano quattro investitori in fila pronti a sgomitare, come al drop di una sneaker in edizione limitata, solo che qui la scarpa costa quanto il PIL di una nazione media.

Elon Musk, fondatore e CEO di SpaceX
Elon Musk non ha venduto una singola azione: si tiene oltre l'82% del potere di voto. Sorpresa.

1,8 trilioni di niente (per ora)

Alla chiusura della prima seduta il titolo era già a 161 dollari, un +19%, spingendo la valutazione oltre i 2.000 miliardi. Detto in modo brutale: appena sbarcata in borsa, senza un singolo giorno di storia da società quotata, SpaceX vale più di colossi come Berkshire Hathaway, Tesla e Meta. È più grande di tutte le aziende dell'S&P 500 tranne sei. Sei.

Il dettaglio che il mercato ha deciso di guardare con affetto distratto: nel 2025 SpaceX ha fatto 18,7 miliardi di ricavi ma ha chiuso con una perdita netta di 4,9 miliardi. La divisione razzi e gli investimenti nell'AI (leggi: xAI) viaggiano in rosso. L'unica gallina dalle uova d'oro è Starlink, l'internet satellitare con oltre 9 milioni di utenti, che da solo vale il 61% del fatturato. In pratica state comprando una compagnia di internet che ogni tanto, per hobby, lancia razzi.

Musk vende fumo? No, non vende proprio niente

La parte più Musk di tutta la storia: Elon non ha venduto nemmeno un'azione. Grazie a una struttura dual-class costruita ad arte, esce dall'IPO con oltre l'82% del potere di voto. Tradotto dal finanziarese: il pubblico ci mette i soldi, lui tiene il volante, il freno a mano e pure l'autoradio. Comando assoluto con il portafoglio degli altri — un classico intramontabile della Silicon Valley.

Gli analisti, intanto, fanno quello che fanno sempre quando non hanno idea: sparano numeri ovunque. Target a 12 mesi tra i 63 e i 227 dollari. Un intervallo così largo che dentro ci parcheggi un Falcon 9. La verità è che nessuno sa davvero quanto valga un'azienda che vive di promesse galattiche, contratti governativi e un fondatore che è metà visionario e metà imprevisto meteorologico.

Resta il fatto, e fa un certo effetto: nel 2026 il modo più sicuro per fare il botto in borsa è perdere soldi spettacolarmente, ma nello spazio. Il resto sono dettagli per contabili.


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