Tu stamattina hai premuto snooze per tre volte, hai corso per prendere il treno e sei arrivato sudato come se avessi appena fatto uno spartan race. Lui, invece, ha corso 42 chilometri e 195 metri in un'ora, 59 minuti e 30 secondi. E ha pure sorriso dopo. Non c'è competizione.
Sabastian Sawe, un trentunenne keniota che fino a qualche anno fa lavorava nei campi di mais con suo padre, ha appena fatto quello che la scienza, la statistica e il buonsenso consideravano fisicamente impossibile. Non in un laboratorio controllato. Non con i pacemaker elettrici e le onde sonore di Nike. No: alla London Marathon, in una gara vera, con avversari veri e un vento che non gli ha chiesto permesso.
Per capire l'entità del delitto, facciamo due conti che fanno male. Sawe ha mantenuto una media di 2 minuti e 51 secondi al chilometro. Per 42 volte di fila. La tua app di corsa, quella che ti dice "bravo" quando fai 5km in mezz'ora, in questo momento sta avendo un breakdown esistenziale.
Il vecchio record del mondo, detenuto dal compianto Kelvin Kiptum (2:00:35 a Chicago nel 2023), è stato polverizzato di 65 secondi. Un'eternità, in questi ambiti. E non è finita lì: dietro di lui, Yomif Kejelcha all'esordio nella maratona ha chiuso in 1:59:41. Jacob Kiplimo, terzo, in 2:00:28. Tradotto: tre uomini hanno corso più veloce del vecchio record del mondo. Londra, che non è nemmeno considerata la pista più veloce del circuito, si è trasformata in un autostrada.
Il segreto? Fisiologia da alieno più un atteggiamento che il suo allenatore italiano, Claudio Berardelli, definisce "speciale". A Kapsabet lo chiamano the silent assassin: parla poco, tranne quando corre. E quando corre, fa piazza pulita. Le nuove Adidas Adios Pro 3 — 97 grammi di super-scarpa — hanno aiutato, certo, ma non è stata la scarpa a fare 1:59:30. Altrimenti la indosserebbero tutti, no?

E mentre l'attenzione è su Sawe, è doveroso alzare il cappello anche a Tigst Assefa. L'etiope ha difeso il titolo alla London Marathon stabilendo il nuovo record del mondo femminile in 2:15:41. Due record del mondo nella stessa mattina. Il che, se ci pensi, rende la tua scusa per non andare in palestra ancora più imbarazzante.
Hugh Brasher, direttore della gara, ha detto che "nessuno pensava che il sub-2 sarebbe stato possibile in una gara ufficiale nella propria vita". Paula Radcliffe, ex detentrice del record mondiale femminile, ha parlato di barriera iconica. E Sawe, intervistato dopo il traguardo, ha risposto con la tranquillità di chi sa che non ha finito: "Anche 1:58 è possibile".
Detto tra noi: probabilmente ha ragione. E noi, dal divano, continueremo a guardare.
Fonti:

Commenti (0)
Moderazione umana, firma anonima accettata. Per favore, niente insulti né maiuscole compulsive.
Ancora nessun commento.